Nullius In Verba – Populismo

| posted in: Nullius In Verba | 2
  1. POPULISMO

Secondo il dizionario della lingua italiana Devoto-Oli, “…dicesi populismo qualsiasi movimento politico socialistoide diretto all’esaltazione delle qualità e capacità delle classi popolari sia pure in connessione con alquanta faciloneria e demagogia”.

Nella storia abbiamo conosciuto l’esperienza sudamericana del “populismo”: chi non ricorda l’argentino Peron che, con la sua Evita, riusciva ad aizzare le folle dei poveri contro l’oligarchia dei potenti e dei ricchi proprietari terrieri?

Da qualche tempo il “populismo” si applica pure all’Europa. E all’Italia in particolare. Viene usato alla stregua di un insulto per definire – e rendere quasi spregevole – un movimento politico.  Da questo punto di vista “populista” sta spesso per “fascista”, epiteto poco gratificante  per chi lo riceve.  C’è un però.

In tempi di democrazia, per quanto precaria, l’uso troppo disinvolto di questo termine non tiene conto della multiforme realtà sociale.  Insomma, chi lo usa rischia , senza accorgersi, di passare per un “ nemico”  del popolo. E’ pur vero che la demagogia si insinua facilmente nella protesta, dato che oggi non è poi tanto difficile cavalcare il malcontento popolare. Basta alzar la voce, insultare e gesticolare per richiamare l’attenzione di molti. Ma è anche vero che alcuni movimenti di protesta, facilmente bollati sia in Italia che in altri Paesi europei di “populismo”, possono raccogliere un disagio per molti aspetti giustificato.

Come ignorare, ad esempio, lo scontento di un gran numero di persone per le conseguenze dell’infinita crisi occupazionale o per il rigore imposto da certe politiche fiscali europee  ispirate dalla rigidità germanica?

E’ in questo malessere che il populismo, da fenomeno sudamericano, si trasferisce da noi  contagiando il clima politico con esiti ancora del tutto imprevedibili.

2 Responses

  1. Ma che strano mondo è questo:
    quando il popolo protesta allora è populista, se muore di fame in silenzio e va a votare per la casta, allora sì che è popolare.
    I miei complimenti.
    http://www.ilcittadinox.com/blog/popolare-e-ordinario-per-chi-non-e-straordinario.html
    Gustavo Gesualdo

    • Egregio Gustavo,
      la ringrazio per il suo commento che è il primo che mi giunge avendo aperto questo blog da poco tempo. Credo che il mio punto di vista sulla parola “populismo”, oggi di moda, non sia affatto quello di condannare la protesta popolare ma di distinguere tra chi la esprime e chi, molto abilmente e a suo vantaggio, la riesce a cavalcare. Poichè non ci si deve fermare all’Italia o a Roma, si guardi a cosa avviene in Europa: c’è, ad esempio, la protesta popolare in Ucraina. Se ne parla poco. Centinaia di migliaia di persone che sifdano il gelo e le botte della polizia. Sono là da quasi due mesi. Hanno un pugile (e un leader in carcere) che li tiene uniti: sono populisti? Non credo perchè chiedono libertà e lavoro. Però non possiamo dimenticare cosa ci ha offerto la storia quando, con la rabbia e lo scontento popolare, c’è stato chi è riuscito a scalzare i governanti “corrotti” e ad andare al potere per far POI scorrere sangue e vendette, anche personali, proprio in nome del popolo. Di esempi ce ne sono tantissimi, purtroppo, dalla rivoluzione francese a quella sovietica. Poche le eccezioni, tutte legate a persone di grandissimo valore e, per di più, non violente: Ghandi, ad esempio. Oppure Nelson Mandela. Con loro l’ingiustizia nei confronti del popolo non solo è stata rimossa, ma l’intera nazione è riuscita a pacificarsi e a svilupparsi. Mi dispiace, ma non vedo ancora chi, in Italia e in altri Paesi europei, sia non “populista”, ma almeno popolare e di grandi vedute per il futuro…

Leave a Reply to Gesualdo Gustavo

Fare clic qui per annullare la risposta.