Perchè Foreste ed Alberi

| posted in: Alberi | 0

Andate negli Stati Uniti d’America o in Cina. Andate nella Russia asiatica, in Canada o in Australia. Vedrete, per centinaia e forse migliaia di chilometri,  gli stessi paesaggi. Una monotonia pesante che,  con tutta probabilità,  ha influito ed influisce sul pensiero umano, rendendolo uniforme. Uniformità che è forza e debolezza insieme  come, insieme, forti ma anche deboli sono i grandi stati che comprendono questi territori immensi.

L’esistenza americana, ad esempio, proprio  per la vastità della sua terra, non tiene molto conto dei luoghi, degli ambienti dove si nasce, si vive e si muore. C’è quindi poca memoria storica  come anche poche esperienze tramandate. Il territorio è fruito in modo impersonale, quasi avulso, dalla società. Anche le foreste risultano, per quanto belle ed immense, più un elemento ostile, forse da evitare, guardare da lontano, magari come  turisti,  piuttosto che  un patrimonio di godere e coltivare, come invece è avvenuto in gran parte del continente europeo.

Da noi foreste e alberi si possono trovare in molti luoghi, anche se millenni di storia ed intensi  sfruttamenti  hanno in parte compromesso la loro consistenza. Ma, nonostante questo, rispetto alla monotonia delle distese americane o asiatiche, in Europa le diversità delle specie arboree offrono l’opportunità di trovare, nello spazio anche di poche decine di chilometri, un mosaico molto ricco di specie. Da guardare, ammirare  e  studiare.

La fertilità dei terreni e le varietà climatiche non sono gli unici fattori che hanno favorito la crescita di tanti tipi di piante nelle nostre  regioni, tutto sommato, di piccole dimensioni. C’è stato anche e soprattutto  l’intervento umano, “antropico” come dicono gli scienziati.

La silvicoltura è nata e si è sviluppata in Europa, non altrove. Le più spettacolari, grandi   e perfezionate costruzioni in legno, ad iniziare dalle navi, si sono prodotte in Europa. Alcune delle più belle opere d’arte sono intagliate nel legno. Per non dire che proprio in Europa sono nate e si sono tramandate  leggende “arboree”  che rientrano ormai a pieno titolo nella grande letteratura mondiale.

Insomma, il genio europeo si è espresso, attraverso gli alberi ed il legno, in quel che William Blake aveva definito come “…la santità dei minimi particolari”.  Tutto il contrario di quel che è avvenuto e sta avvenendo di recente ( pure in Europa): la diffusione incontrollata della civiltà della plastica, il dispotismo del mercato e l’uniforme e desolante cattivo gusto cino-americano. Non foreste e alberi ma cemento, plastica  e tralicci. Torniamo, dunque, a dar spazio alle selve e a ciò che esse hanno rappresentato e rappresentano per il vecchio continente  e per tutti noi che ci viviamo.

P.B. (le foto in bianco e nero sono di Leopold Meidl)

Leave a Reply