perchè l’europa è in crisi?

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Qualcuno sostiene che l’Europa è in crisi perchè manca di una vera identità. Identità che molti descrivono come un elemento legato alla lingua, all’etnia o alla razza. In realtà le persone hanno quasi sempre identità multiple: familiari, locali, nazionali, religiose e via dicendo. L’identità nazionale, quella più conosciuta, non è però quella che predomina. Non è quella che cancella le altre. Questo poteva andar bene nel Novecento. Oggi siamo in un’epoca in cui gli individui possono scegliere la loro identità oppure averne più d’una. Mi sento giuliano, friulano, istriano, italiano, europeo….Pertanto quel che manca all’Europa non è una sua identità.

Quel che manca è invece la volontà politica e la fiducia in sè stessi. Questa doppia mancanza si manifesta tanto a livello nazionale quanto a livello europeo. E la crisi economica non ha fatto che accentuare oltre misura questo fenomeno. L’impatto della crisi è stato pesante mettendo in luce tutta la fragilità della classe politica, impreparata ad affrontare le nuove emergenze. Ed incapace di dire a voce alta che l’Europa non è una questione di identità, ma di idea di civiltà.

2 Responses

  1. Perché l’Europa in crisi? Ma ci sono, forse, nazioni e continenti che non lo siano? Nonostante i tentativi, con relativi denari, messi in atto, ad esempio, da USA e Canada, nei rispettivi paesi per fare “e pluribus unum”, constato, soprattutto parlando con la gente di strada, che si sono formate varie “riserve”, diverse tra loro solo per la quantità di mezzi materiali a cui possono accedere: a questo sono fermi, purtroppo, anche gli stati federali. Come uscirne?Alzando lo sguardo oltre l’orizzonte: occorre ambire molto in alto, all’infinito. Due perle di saggezza: “Se piangi perché il sole se ne è andato dalla tua vita, le lacrime ti impediranno di vedere le stelle” (R. Tagore). “Solo quando è buio si possono vedere le stelle” (M. L. King).

    • Caro Lino, grazie per il gradito commento. La crisi che stiamo attraversando è dunque, come tu giustamente osservi, “globale”. Ma alla globalizzazione economica non corrisponde affatto una globalizzazione sociale e morale, nè una visione per il futuro che sia condivisa dalla maggior parte dell’umanità. All’Europa, nonostante i limiti e le angustie delle sue classi dirigenti, spetterebbe ancora il compito di dire e dare qualcosa al resto del mondo. Se da noi si riesce persino a parlare – e probabilmente a decidere democraticamente e senza spargimento di sangue – della possibile secessione di Catalogna in Spagna e Scozia in Gran Bretagna mentre questo non è neppure immaginabile per l’Ucraina, vuol pur dire che il nostro sistema europeo occidentale è ancora, nel pianeta, quello che ci offre ancora qualche speranza…

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